Il Venerdì Santo a Gesualdo

di GIOVANNI SAVIGNANO


Quest’anno, nel comune di Gesualdo, a cura della ProLoco in tandem con altre Associazioni e Istituzioni civili e religiose, si rinnova la celebrazione della “Passione di Cristo” nel giorno di Venerdì Santo.

E’ noto che la consapevolezza del Cristo sulla propria missione e come realizzarla rappresenta il pilastro principale della Passione stessa. L’aspetto psicologico della coscienza di Gesù diventa teologico nel rapporto di comunione con il Padre celeste.

Per quanto Gesù accetti il sacrificio e la sofferenza nel compiere la volontà del Padre per rivitalizzare gli esseri umani, egli ha voglia di Dio, desidera anche ritornare alla casa del Padre. Ricordiamo il salmo: “L’anima mia ha sete di te, Signore.”

Quindi diventa accettazione fiduciosa e serena delle pene-sofferenze (croci) quotidiane, per far sempre la volontà del Dio Padre, anche quando chiama i suoi figli a salire, soffrendo, il Calvario insieme a Gesù per salvare il mondo; certo è un fatto misterioso: la croce-sofferenza, accettata e offerta a Dio, diventa quasi una risposta d’amore. Nella religione cristiana emerge una santità nascosta o segreta della croce,nel senso di una unione con Gesù crocifisso e come via per la santità.

 

<< La manifestazione religiosa della Via Crucis nel comune di Gesualdo si configura in una dimensione speciale sia per il principe musico Carlo Gesualdo che per la permanenza in tale luogo del santo padre Pio da Pietrelcina il quale, nel novembre del 1909, pervenne al Convento dei Padri Cappuccini/Chiesa santa Maria delle Grazie/per completare il percorso di studi seminaristici e per ricevere la consacrazione sacerdotale.

San Pio da Pietrelcina è stato un “crocifisso vivente e sofferente” per molti anni con piaghe, sangue e lacrime. Gesù nazareno crocifisso ha quasi “stampato” se stesso in Padre Pio, rinnovando la sua straordinaria presenza tra gli esseri umani.

Non a caso san Pio è anche denominato il Crocifisso del Gargano, colui che chiarisce la sua vocazione e passione d’amore per le anime fino alla fine. >>

Carlo Gesualdo da Venosa, principe musico madrigalista, fu autore anche di musica sacra dedicata alla Pasqua: il Tenebrae-Responsoria per Giovedì, Venerdì e Sabato santo. Nel principe Carlo, lo sconvolgimento dell’osservanza cattolica compositiva in ambito liturgico, appena annunciato nelle Sacrae Cantiones, si realizzava in modo impressionante nei Responsoria per la Settimana Santa: una triste ed aspra meditazione sulla Passione di Cristo, legata alla più luttuosa liturgia cattolica. I ventisette brani che compongono l’ufficio delle Tenebrae sono appunto da cantarsi al calare della notte della vigilia dei giorni santi. Un canto liturgico nato nel Medioevo nel quale, in origine, l’officiante dialoga con l’assemblea dei fedeli, un modulo che successivamente subisce trasformazioni ed è stato musicato in modi diversi. Alla drammaticità dei testi si aggiungeva la suggestione rituale: spenti uno dopo l’altro i quindici ceri disposti nel coro a forma di triangolo, la chiesa sprofondava in una totale oscurità. Nei Responsoria di Carlo Gesualdo affiorano le emozioni religiose che scaturiscono dal mistero della redenzione e della tormentata “estasi gesualdiana”. Carlo trasferisce in ambito sacro i procedimenti adottati nelle sue raccolte madrigalistiche e sembra rivivere in prima persona le sofferenze di Cristo. Le scarse testimonianze relative agli ultimi anni di vita del Principe ci mostrano un uomo sempre più in pena per le sue gravi, continue indisposizioni e malattie. Carlo manifesta un vero parossismo penitenziale: mezzo di grazia diventano la sofferenza e le macerazioni corporali, secondo i più estremi modelli del “masochismo cristiano “. Il Principe riattraversa nella contemplazione del lento consumarsi del corpo, il percorso della Passione di Cristo sofferente. Attraverso queste opere sacre straordinarie, veri e propri inni alla misericordia divina, Carlo tenta di rimeritare un paradiso perduto, la speranza nell’aldilà, nel Dio misericordioso. Il principe non aveva mai perso la fede in Dio, rispettava la Sua volontà e conosceva la rassegnazione cristiana. Qualcuno ha definito i Responsoria quale capolavoro assoluto del Tardo Rinascimento”. In quest’opera il senso religioso prende il sopravvento trasformando la musica in “ex voto”, per sottoporsi alla misericordia di Dio


"Carlo Gesualdo and the Passion of Christ", by Giovanni Savignano.

 

This year, in the municipality of Gesualdo, organized by the Pro-Loco in tandem with other associations and civil and religious institutions, the celebration of the "Passion of Christ" is renewed on Good Friday. It is known that the awareness of Christ about his mission and how to achieve it is the main pillar of the Passion itself. The psychological aspect of Jesus' consciousness becomes theological in the relationship of communion with the heavenly Father. As much as Jesus accepts the sacrifice and suffering in fulfilling the will of the Father to revitalize human beings, he wants God, he also wishes to return to the house of the Father. Let us remember the psalm: "My soul thirsts for you, Lord." Therefore it becomes a trusting and serene acceptance of daily pains (crosses), to always do the will of God the Father, even when he calls his children to rise, suffering, Calvary together with Jesus to save the world; it is certainly a mysterious fact: the cross-suffering, accepted and offered to God, becomes almost a response of love. In the Christian religion there emerges a hidden or secret sanctity of the cross, in the sense of a union with the crucified Jesus and as a way to holiness. << << The religious manifestation of the Via Crucis in the municipality of Gesualdo is configured in a special dimension both for the prince musician Carlo Gesualdo and for the permanence in this place of the holy father Pio of Pietralcina who, in November 1909, reached the Convent of the Capuchin Fathers / Church of Santa Maria delle Grazie / to complete the path of seminar studies and to receive priestly consecration. San Pio da Pietralcina was a "living and suffering crucifix" for many years with sores, blood and tears. Jesus Nazarene crucified almost "printed" himself in Padre Pio, renewing his extraordinary presence among human beings. It is no coincidence that Saint Pio is also called the Crucifix of the Gargano, the one who clarifies his vocation and passion of love for souls until the end. >>>>> Carlo Gesualdo da Venosa, madrigal musician prince, was also the author of sacred music dedicated to Easter: the Tenebrae-Responsoria for Thursday, Friday and Holy Saturday. In Prince Charles, the upheaval of the catholic compositive observance in the liturgical field, just announced in the Sacrae Cantiones, was realized in an impressive way in the Responsoria for Holy Week: a sad and harsh meditation on the Passion of Christ, linked to the most mournful Catholic liturgy. The twenty-seven pieces that make up the Tenebrae office are in fact to be sung at nightfall on the eve of holy days. A liturgical chant born in the Middle Ages in which, originally, the officiant dialogues with the assembly of the faithful, a module that subsequently undergoes transformations and has been set to music in different ways. To the drama of the texts was added the ritual suggestion: once the fifteen candles arranged in the triangle-shaped choir were extinguished, the church sank into total darkness. In the Responsoria of Carlo Gesualdo the religious emotions emerge which spring from the mystery of redemption and of the tormented "Jesualdian ecstasy". Carlo transfers the procedures adopted in his madrigal collections into the sacred sphere and seems to relive the sufferings of Christ in first person. The scarce testimonies concerning the last years of the Prince's life show us a man more and more worried about his serious, continuous indispositions and illnesses. Carlo expresses a true penitential paroxysm: the means of grace become suffering and corporal maceration, according to the most extreme models of "Christian masochism". The Prince crosses back into the contemplation of the slow wear of the body, the path of the Passion of the suffering Christ. Through these extraordinary sacred works, true hymns to divine mercy, Carlo tries to re-gain a lost paradise, hope in the beyond, in the merciful God. The prince had never lost faith in God, respected His will and knew Christian resignation. Someone has defined the Responsoria as an absolute masterpiece of the Late Renaissance ”. In this work the religious sense takes over by transforming the music into "ex voto", to submit to God's mercy. ---